Il Dipartimento dell'Istruzione statunitense emana linee guida sull'edtech centrate sui risultati di apprendimento

Le nuove linee guida del Dipartimento dell'Istruzione statunitense esortano i distretti scolastici a valutare l'edtech sui risultati di apprendimento verificati e sul valore didattico, non sul tempo davanti allo schermo o sul numero di accessi.
Il Dipartimento dell'Istruzione degli Stati Uniti ha emanato nuove linee guida che descrivono come Stati e distretti scolastici dovrebbero valutare, acquistare e mettere in uso la tecnologia educativa in classe. Diffuse in una Dear Colleague Letter dal sottosegretario per l'istruzione primaria e secondaria Kirsten Baesler, le linee guida invitano le autorità scolastiche a giudicare l'edtech dalla sua qualità didattica e dai risultati misurabili degli studenti, anziché da indicatori d'uso passivi come gli accessi o il tempo trascorso davanti allo schermo.
Le linee guida raccomandano ai distretti di distinguere tra tecnologia ricreativa e tecnologia didattica, di pretendere dati di valutazione indipendenti — per esempio studi randomizzati controllati (RCT) — in fase di acquisto e di garantire un aggiornamento professionale continuo agli insegnanti. Il dipartimento ha elogiato Arkansas, Indiana, Louisiana, Michigan e Texas per la sperimentazione di modelli contrattuali basati sui risultati, che legano gli accordi con i fornitori agli esiti di apprendimento invece che ai tassi di adozione del prodotto. Agli sviluppatori edtech è stato allo stesso modo chiesto di coinvolgere insegnanti e genitori nella progettazione dei prodotti, di ridurre al minimo l'esposizione allo schermo non didattica e di pubblicare valutazioni indipendenti sui risultati degli studenti.
La mossa segnala uno spostamento della politica scolastica dai limiti binari al tempo-schermo verso acquisti fondati sulle evidenze. Definendo l'usabilità di base e la certificazione di prodotto come un semplice punto di partenza, le linee guida spingono gli sviluppatori edtech a dimostrare un'efficacia concreta in classe, rispondendo a preoccupazioni di lunga data di ricercatori e dirigenti scolastici sulla mancanza di prove verificabili dietro agli strumenti di apprendimento digitale.
Fonte: EdSurge



